L’età dell’oro dell’essere umano, ha detto Maria Montessori, è quella che va da 0 a 3 anni: il bambino in quel periodo incarna i caratteri della nostra specie, in particolare quelli del movimento, del linguaggio e del pensiero. Scrive ne la “Mente del Bambino” a pag. 23: “Il periodo infantile è un periodo di creazione; nulla esiste all’inizio ed ecco che circa un anno dopo la nascita, il bambino conosce ogni cosa. Il meraviglioso passo compiuto dal bambino è quello che lo conduce dal nulla a qualchecosa, ed è difficile per la nostra mente afferrare questa meraviglia”.
“I primi mille giorni”, i giorni che contano appunto, è da qui che prende avvio la scoperta. I bambini da zero a tre anni passano attraverso alcune fasi e in ciascuna di esse raggiungono particolari abilità motorie: striscia, inizia a stare seduto, cambia posizione, gattona, fa le prime prove di equilibrio e poi cammina. Crescendo il bambino sviluppa e affina il suo coordinamento motorio e cambia il suo rapporto con l’ambiente, e assistiamo ai processi di mielinizzazione, osservazione e imitazione. Queste qualità sono stimolate dalla presenza di altre persone, dalla spinta della crescita interna e dalla possibilità di muoversi liberamente e in sicurezza in una ambiente adatto. Argomento che tratteremo spesso….l’ambiente adatto: pilastro della pedagogia montessoriana.
Oltre ad invitarvi a leggere la “Mente del bambino” di Maria Montessori per approfondire l’argomento dal punto di vista scientifico, attraverso le sue parole che non hanno bisogno di nessuna interpretazione, voglio riportarvi alcuni pensieri della Lucangeli che nel suo “A mente accesa” conferma e amplia il tema, a pag 232: “I primi mille giorni si calcolano partendo dal concepimento e arrivano fino al secondo anno. Toglie il fiato scoprire che, in questa finestra evolutiva, arrivano praticamente a compimento tutti i processi principali che determinano il neurosviluppo: a due anni il cervello ha raggiunto circa l’80 percento della dimensione adulta e presenta un numero esorbitante di connessioni sinaptiche. Per tutto questo periodo, in cui la plasticità è massima e l’individuo programma epigeneticamente tessuti e organi in risposta alle informazioni provenienti dall’esterno, l’ambiente può giocare a favore o contro”.
Anche per la Lucangeli l’ambiente può fare la differenza!!!
Quando la Montessori si riferisce al bambino definendolo padre dell’uomo, costruttore dell’essere o ancora operaio di umanità lo fa per farci comprendere la natura e la missione dell’infanzia e vuole portarci a comprenderne la vera funzione creativa della realtà psichica e culturale della nostra specie.
Sta ora a noi come adulti, genitori, educatori imparare a guardare all’infanzia con uno sguardo nuovo che ci permetta di cogliere e di toccare con mano le sorprendenti intuizioni della Montessori.
Servono due cose: il desiderio di scoperta per avventurarsi con coraggio ed entusiasmo in un luogo non conosciuto e una guida alla quale affidarsi che ci indichi la strada.
Tu come guardi all’infanzia?
Cosa pensi quando guardi tuo figlio mentre gioca?
Credi a quello che ha scoperto la Montessori?
Questa rubrica funzionerà così: partendo da un argomento che vi illustrerò sotto la lente montessoriana, arriverò alla conclusione lasciandovi con qualche domanda che vi permetta di farvi venire qualche sano dubbio o qualche forte verità!
A presto!