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Questo spazio dedicato alle mie rubriche vuole essere un "posto" di condivisione, non solo di confronto su riflessioni o filosofie, ma anche e soprattutto sulla comunanza di esperienze di vita, di quotidianità, di concretezza, partendo da un semplice e allo stesso tempo complesso concetto che impariamo facendo e solo facendo impariamo. Tutti!

23/09/2024

Le domande degli occhi

Senso di Colpa: comprendere, accettare e trasformare uno stato d'animo, comune tra le mamme.

senso di colpa comprendere accettare e trasformare uno stato d animo comune tra le mamme

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23/09/2024

Le domande degli occhi

Senso di Colpa: comprendere, accettare e trasformare uno stato d'animo, comune tra le mamme.

Senso di colpa: comprendere, accettare e trasformare uno stato d'animo, comune tra le mamme.

Colpa e senso di colpa sono due cose che viviamo spesso, anche se in modo diverso. La colpa riguarda un’azione: è quando violiamo una norma, che sia volontariamente o per caso. Il senso di colpa, invece, è quel sentimento che ci fa stare male per aver fatto qualcosa che non va. Mentre la colpa ha conseguenze oggettive – ad esempio se rubi, sai che rischi una punizione o che devi riparare il danno – il senso di colpa è qualcosa di più personale e interiore, e spesso nasce da una sensazione di aver deluso qualcuno o infranto un tacito accordo, anche quando non c'è una vera "infrazione".

Mamme? Ci siete? vi voglio sul pezzo!!!

Pensiamo al rapporto tra madri e figli, per esempio. Non c’è una legge che dice che una madre deve essere sempre disponibile, perfetta o non sbagliare mai. Eppure, quante volte una mamma si sente in colpa perché non riesce a dedicare abbastanza tempo ai suoi figli, o perché non ha fatto abbastanza per loro? Che poi...cosa vuol dire abbastanza? abbastanza per chi? 

Magari la mamma lavora, corre tutto il giorno per la famiglia, e quando arriva la sera, stanca, si sente in colpa perché non ha avuto il tempo di giocare con i suoi bambini o di aiutarli come avrebbe voluto. E il bello è che i figli non glielo chiedono nemmeno esplicitamente, ma lei sente comunque di aver deluso delle aspettative – forse sue, forse quelle che la società ci impone su cosa significa essere una “buona madre”.

Il senso di colpa è quindi un’emozione soggettiva, che spesso ci portiamo dentro anche quando non ci sono colpe reali. Pensiamo a un' altra mamma che, per esigenze di lavoro, deve lasciare il figlio con i nonni. Non ha fatto nulla di male, anzi, ha trovato una soluzione che permette a tutti di andare avanti. Eppure, nel profondo, si sente in colpa. Si chiede se sia una buona madre, se stia facendo il meglio per il suo bambino. Magari ha paura che suo figlio si senta trascurato o che le imputi qualcosa più avanti. E qui emerge il legame tra il senso di colpa e il giudizio degli altri, o meglio, il giudizio che pensiamo possano avere di noi. È una sensazione che ci accompagna spesso, e a volte, diventa così pesante che condiziona le nostre scelte, spingendoci a fare ciò che crediamo gli altri si aspettino da noi, anche a discapito di ciò che vogliamo davvero.

Il senso di colpa è un’emozione “sociale”, cioè nasce dal confronto con gli altri, dalle loro aspettative su di noi. Non è come la rabbia o la paura, che sono emozioni innate: il senso di colpa si costruisce nel tempo, mano a mano che ci integriamo nella società, che impariamo cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ma è anche un’emozione che può essere usata per manipolare gli altri. Quante volte un figlio dice alla mamma “Non mi hai fatto questo!” oppure “Non mi vuoi bene abbastanza”? Magari non lo fa con cattiveria, ma la mamma immediatamente sente quel pungiglione dentro, quel senso di colpa che le dice che avrebbe potuto fare di più.

Il problema è che, se lasciato senza controllo, il senso di colpa può diventare ingombrante e influenzare il nostro modo di vivere. Prendiamo un’altra situazione: una madre che non riesce a dire “no” al figlio per paura di sentirsi in colpa. Il figlio vuole qualcosa, e lei, anche se pensa che non sia giusto o che non sia il momento, cede. Perché? Per evitare di provare quel fastidioso senso di colpa che la fa sentire una madre sbagliata. Ma in questo modo, il senso di colpa ci porta lontano dai nostri reali obiettivi.

Come possiamo allora alleggerire questo peso?

Un modo è rivedere il nostro ruolo e capire che non tutto dipende da noi. Sentirsi in colpa per il dolore di qualcun altro non significa che siamo onnipotenti o che tutto sia sotto il nostro controllo. A volte, ci sentiamo responsabili per qualcosa che non dipende da noi, e ridimensionare questa visione può aiutarci a ridurre l’intensità del senso di colpa.

Per concludere, il senso di colpa lo conosciamo tutti, ma non dobbiamo lasciare che ci controlli. È naturale sentirlo, ma può anche essere un segno di crescita. Quando scegliamo di fare qualcosa per noi, sapendo che magari deluderà le aspettative degli altri, potremmo sentirci in colpa, ma questo non significa che stiamo sbagliando. Anzi, a volte quel senso di colpa ci ricorda che stiamo prendendo la nostra strada, e questo è un piccolo prezzo da pagare per la nostra autonomia e maturità. Essere responsabili delle nostre scelte non significa  sentirsi colpevoli: significa agire consapevolmente e accettare le conseguenze, sapendo che stiamo facendo del nostro meglio.

Ti propongo un allenamento alla riflessione personale con queste domande:

Qual è la mia definizione di "essere una brava madre"? Le aspettative che ho su di me derivano dai miei valori o da quello che credo gli altri si aspettino da me?

Quanto spesso mi sento in colpa per non aver fatto abbastanza per i miei figli o per la mia famiglia? È un sentimento legato a una reale mancanza o è più una percezione che mi sto creando?

Quali sono le situazioni in cui provo più frequentemente senso di colpa? Cosa posso fare per cambiare il mio approccio a queste situazioni, trovando un equilibrio tra i miei bisogni e quelli degli altri?

Come posso essere più gentile con me stessa quando non riesco a soddisfare tutte le aspettative? Quali sono i piccoli passi che posso fare per perdonarmi e accettare che non devo essere perfetta?

Queste domande potrebbero offrirti uno spazio di riflessione e aprire nuove possibilità per trovare un equilibrio tra responsabilità, esigenze personali e relazioni con gli altri.

Con stima,

Santina

 

24/07/2024

Giorni che contano

L'autopreparazione del genitore

l autopreparazione del genitore

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24/07/2024

Giorni che contano

L'autopreparazione del genitore

L'autopreparazione del Genitore: Un Viaggio di Scoperta e Crescita

Iniziare il cammino genitoriale è un'esperienza straordinaria, piena di gioie, sfide e infinite sorprese. Maria Montessori, nel suo libro "La mente del bambino", sottolinea quanto sia importante per noi insegnanti montessoriani prepararsi interiormente per comprendere e supportare al meglio i bambini. Questa autopreparazione è altrettanto essenziale per i genitori, che intraprendono un viaggio meraviglioso e, a volte, tremendo di scoperta di sé stessi e del proprio figlio.

Come per un'insegnante montessoriana, anchevoi genitori dovete dotarvi di una specie di "fede" nel processo di crescita del bambino. È fondamentale liberarsi da preconcetti riguardanti ciò che i figli possono o non possono fare. Invece, occorre osservarli con mente aperta e cuore fiducioso, sapendo che ogni bambino si rivelerà attraverso il proprio lavoro e le proprie esperienze. Questo è il famoso "Segreto dell'Infanzia".

Il Potere dell'Osservazione

L'osservazione è una delle chiavi del metodo Montessori. Ne ho parlato e scritto molto. E insisto ancora. Per un genitore, osservare il proprio figlio significa dedicare del tempo per capire chi è veramente, quali sono le sue passioni, le sue difficoltà e i suoi progressi. Prendiamo ad esempio la piccola Margherita, che a soli tre anni passava ore a costruire torri con i  blocchi di legno della Torre Rosa. Un osservatore attento noterebbe non solo la sua abilità motoria fine, ma anche la sua determinazione e concentrazione. Queste sono le qualità su cui voi genitori potete costruire, supportare e incoraggiare lo sviluppo dei vostri figli. 

Liberarsi dai Preconcetti

È facile cadere nella trappola dei preconcetti. Spesso i genitori hanno aspettative specifiche su ciò che i loro figli dovrebbero fare o su come dovrebbero comportarsi. Ma ogni bambino è unico e ha il proprio ritmo di crescita. Un buon esercizio è quello di prendere nota di tutte le volte in cui ci troviamo a dire "Dovresti essere capace di..." e sostituirlo con "Mi chiedo cosa ti piacerebbe provare oggi." Questo semplice cambiamento di prospettiva può fare una grande differenza.

Concentrarsi sui Punti di Forza

Imparare a vedere i punti di forza dei propri figli, invece di concentrarsi solo sulle loro debolezze, è un passo fondamentale. Ad esempio, se Marco ha difficoltà con la matematica ma ama le storie, potremmo utilizzare la sua passione per migliorare le sue abilità matematiche,  raccontando storie più e più volte, così che la passione per le storie dia a Marco la forza, la determinazione e il desiderio per migliorare anche la matematica. 

Consigli Pratici

Osserva senza giudicare: Prenditi del tempo ogni giorno per osservare il tuo bambino mentre gioca o svolge attività quotidiane. Annota ciò che noti senza giudicare. Sembra facile, ma non lo è. Attenzione agli aggettivi...bello, brutto, buono, cattivo, giusto, sbagliato...sono tutti giudizi!!!

Focalizzati sui progressi: Ogni piccolo passo avanti è un successo. Festeggia i progressi e usa il rinforzo positivo.

Crea un ambiente stimolante: Proprio come un ambiente Montessori è progettato per facilitare l'apprendimento, anche la tua casa può essere un luogo di scoperta e crescita.

Comunica in modo positivo: Usa un linguaggio che incoraggi e supporti. Invece di dire "Non sei bravo in matematica," prova con "Sei molto creativo, possiamo usare la tua creatività per risolvere questi problemi di matematica." Invece di dire "Non salire sullo scivolo" usa "Sali dalle scale". 

In conclusione essere un genitore è un viaggio di crescita e scoperta continua, per te e il tuo bambino. Prenditi il tempo per osservare, capire e supportare il tuo piccolo esploratore. Ricorda, la fede nelle capacità innate del tuo bambino e l'attenzione ai suoi punti di forza possono trasformare ogni sfida in un'opportunità di crescita reciproca.

16/06/2024

Artigiani di felicità

Voglio una vita senza problemi!!!

voglio una vita senza problemi

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16/06/2024

Artigiani di felicità

Voglio una vita senza problemi!!!

Voglio una vita senza problemi!!!

Davvero?

Reagiamo alle minacce in modo immediato, perché i nostri processi di percezione cercano in qualche modo di prevenirle. Questo fatto, questo pessimismo dell’istinto viene da molto lontano, da quando le minacce erano fattori naturali o materiali, pensate per esempio, alla mancanza di cibo o ai predatori in agguato.

Oggi, se pur senza queste minacce reali a livello materiale, ci sentiamo, spesso minacciati a livello relazionale, nelle nostre case, sul lavoro, sulle strade che percorriamo.  Questo principio, chiamato “inclinazione alla negatività” del filosofo Haidt, ci ha profondamente disorientato, nel passaggio temporale da minacce naturali a minacce culturali. Pensate che nei rapporti matrimoniali servono almeno cinque azioni buone e costruttive per riparare a una sola critica distruttiva, mentre nelle imprese, ci vogliono cinque clienti che parlino bene per neutralizzarne uno che invece, parla male, dell’azienda o dei prodotti.

Insomma la nostra mente reagisce alle “cose brutte” più in fretta che alle “cose belle”. E il nostro sistema di ragionamento, sentimento e comportamento è governato da strutture di motivazioni opposte, da un lato una struttura di avvicinamento che nasce da emozioni positive e spinge “verso” certe cose, e dall’altro lato una struttura di ripiegamento, che invece scatena emozioni negative e spinge “lontano” dalle cose, come in ritirata.

Per la ricerca della felicità è importante conoscere entrambe le strutture, perché sono sempre attive tutte e due, e anche producono, allo stesso tempo, motivazioni opposte.

Quando vorreste uscire dalla zona di confort, ma una vocina interiore, una sensazione, sembra chiamarvi indietro e dirvi: “stai qui, tranquillo, stai qui, non ti turbare”; eccola qui l’inclinazione alla negatività… proteggiti, difenditi e sopravvivi…puoi essere felice lo stesso…o almeno credi di esserlo… è come se ti dicessi… “io problemi non ne voglio”.

Io, che non sono così colta come i filosofi, lo chiamo il complesso del maiale: che stai bene, se stai male. Va bene anche così, comunque, a patto che tu sia felice! Per davvero.

Spesso, però, questa formula “life no problem” s’infrange in un nervosismo, a volte immotivato ed esagerato, per esempio nel parcheggio che non si trova, o nella coda al semaforo, nelle bollette da pagare o nell’aumento dei prezzi, nei rumori dei vicini di casa o nella pagella dei figli…insomma desiderare una vita senza problemi è un desiderio irrealizzabile…proprio perché il rapporto con la natura, con gli altri, con noi stessi ci presenta una serie infinità di difficoltà che da sempre siamo chiamati ad affrontare.

Prepariamoci allora ad affrontare le difficoltà della vita, in un’ottica di Coaching umanistico e con un atteggiamento di proattività:

  • conosciamo e alleniamo le nostre potenzialità,
  • impariamo a ri-conoscere i nostri punti di forza,
  • prendiamo consapevolezza dei nostri paradigmi limitanti.

Perché i tre punti, fondamentali, che vi ho elencato servono come benzina e motore per affrontare e superare tutte le nostre difficoltà. In quanto se è vero che di fronte alle avversità non esiste una formula magica, o una garanzia e nemmeno una ricetta sicura per il loro superamento, e anche vero che di fronte alle avversità abbiamo molte possibilità di scelta nella nostra reazione di fronte ad esse, e la crescita, la nostra crescita personale può essere una di quelle possibilità scelta.

La felicità s’impara!

 

 

 

13/05/2024

Le domande degli occhi

Non smetterò mai di insistere sull'osservazione

non smettero mai di insistere sull osservazione

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13/05/2024

Le domande degli occhi

Non smetterò mai di insistere sull'osservazione

 

L'Importanza dell'Osservazione nei Primi Anni di Vita nella Pedagogia Montessori

La pedagogia Montessori si distingue per la sua attenzione meticolosa ai dettagli e l'approccio rispettoso verso lo sviluppo naturale del bambino. Uno degli aspetti centrali di questo metodo educativo è l'importanza dell'osservazione dei bambini nei loro primi anni di vita. Questa pratica non solo aiuta gli educatori a comprendere meglio le necessità dei piccoli, ma permette anche di rispondere in modo più adeguato e personalizzato ai loro bisogni, favorendo un percorso di crescita armonioso e completo.

L'Osservazione: Una Pratica Fondamentale

Maria Montessori, pioniera di questo metodo educativo, sosteneva che l'osservazione è la chiave per comprendere il bambino. Attraverso un'attenta e rispettosa osservazione, gli educatori possono individuare le fasi di sviluppo, gli interessi spontanei e le abilità emergenti dei bambini. Questo processo permette di creare un ambiente preparato che risponda adeguatamente alle necessità individuali di ciascun bambino.

Nella pedagogia Montessori, l'osservazione non è mai invasiva. Gli educatori, genitori, gli adulti devono imparare a osservare senza interferire, rispettando l'indipendenza e la libertà del bambino di esplorare e scoprire il mondo circostante. Questo atteggiamento richiede pazienza, sensibilità e una profonda comprensione del comportamento infantile.

Benefici dell'Osservazione nei Primi Anni di Vita

1. **Individuazione dei Periodi Sensitivi**: I periodi sensitivi sono fasi temporanee durante le quali i bambini mostrano un interesse particolarmente intenso per specifiche attività o competenze. Questi periodi sono cruciali per lo sviluppo di abilità fondamentali come il linguaggio, la coordinazione motoria, l'ordine e il senso di giustizia. Attraverso l'osservazione, gli educatori Montessori, così come i genitori o gli adulti che si prendono cura dei bambini possono riconoscere e supportare questi momenti, offrendo materiali e attività che favoriscano l'apprendimento naturale.

2. **Risposta ai Bisogni Individuali**: Ogni bambino è unico e ha ritmi di crescita diversi. L'osservazione permette agli educatori di capire meglio le specifiche esigenze di ogni bambino, adattando l'ambiente e le attività in modo da supportare il loro sviluppo individuale. Questo approccio personalizzato facilita una crescita equilibrata e serena.

3. **Promozione dell'Autonomia**: Osservare i bambini mentre esplorano e risolvono problemi da soli aiuta gli educatori a comprendere il livello di autonomia raggiunto. Questa conoscenza è fondamentale per sapere quando intervenire e quando lasciare che il bambino sperimenti e apprenda attraverso i propri errori e successi. L'autonomia è un obiettivo centrale nella pedagogia Montessori, poiché promuove la fiducia in sé stessi e l'indipendenza.

4. **Prevenzione dei Problemi di Comportamento**: L'osservazione attenta può aiutare a prevenire e gestire i problemi di comportamento. Gli educatori possono identificare i segni di frustrazione, ansia o noia e intervenire tempestivamente con attività appropriate o modifiche nell'ambiente. Questo approccio proattivo riduce l'incidenza di conflitti e promuove un clima sereno e positivo.

Strumenti e Tecniche di Osservazione

Nel contesto Montessori, l'osservazione viene eseguita con strumenti e tecniche specifiche, e anche a casa voi potete fare proprie queste strategie, in base a quella che preferite: 

- **Diari e Note di Osservazione**: Gli educatori tengono diari dettagliati delle osservazioni quotidiane, annotando comportamenti, interessi e progressi. Questi appunti aiutano a tracciare l'evoluzione del bambino e a pianificare interventi educativi mirati.

- **Checklist di Sviluppo**: Utilizzare checklist basate sulle tappe di sviluppo aiuta a monitorare le competenze acquisite e quelle in via di sviluppo. Questo strumento fornisce una panoramica chiara delle aree che richiedono maggiore attenzione.

- **Osservazione Partecipante**: Gli educatori partecipano attivamente alle attività dei bambini, osservando da vicino le loro interazioni e reazioni. Questo tipo di osservazione offre un'opportunità unica di comprendere il punto di vista del bambino e di instaurare una relazione di fiducia. Ed è anche molto divertente per la verità. 

In conclusione l'osservazione è una componente essenziale della pedagogia Montessori, poiché permette agli educatori di comprendere profondamente i bisogni e le inclinazioni dei bambini nei loro primi anni di vita.

Attraverso un'osservazione attenta e rispettosa, è possibile creare un ambiente educativo che supporti il naturale sviluppo del bambino, promuovendo la sua autonomia, la fiducia in sé stesso e un apprendimento sereno e gratificante. In un mondo in cui l'educazione è spesso standardizzata, l'approccio montessoriano offre un'alternativa basata sul rispetto e la valorizzazione delle potenzialità individuali di ogni bambino.

Ciao a tutti e buon lavoro,
Santina

06/05/2024

Artigiani di felicità

Energia e Potenzialità nel Life Coaching Umanistico: La Strada Verso la Felicità

energia e potenzialita nel life coaching umanistico la strada verso la felicita

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06/05/2024

Artigiani di felicità

Energia e Potenzialità nel Life Coaching Umanistico: La Strada Verso la Felicità

Energia e Potenzialità nel Life Coaching Umanistico: La Strada Verso la Felicità

Nel contesto del life coaching umanistico, i concetti di energia e potenzialità rivestono un ruolo fondamentale. Questi elementi non solo alimentano il percorso di crescita personale, ma sono anche essenziali per il raggiungimento di una gratificazione personale profonda, distinta dal piacere fisico temporaneo. Questo tipo di gratificazione è la chiave per una felicità duratura e autentica.

Energia Interiore: Il Motore della Crescita Personale

L'energia interiore è la forza vitale che ci spinge verso il cambiamento e l'autorealizzazione. È una risorsa che tutti possediamo, ma che spesso rimane nascosta o sottoutilizzata a causa di vari blocchi emotivi, credenze limitanti o semplicemente per mancanza di consapevolezza. Nel life coaching umanistico, io ti aiuto a riscoprire e a canalizzare questa energia verso obiettivi significativi.

Questa energia non è solo fisica; è soprattutto emotiva e mentale. È la passione che sentiamo per le nostre aspirazioni, la motivazione che ci spinge a superare le difficoltà e la resilienza che ci permette di rialzarci dopo una caduta. Quando riusciamo a connetterci con la nostra energia interiore, siamo in grado di affrontare le sfide della vita con una prospettiva positiva e proattiva.

Potenzialità: Il Tesoro Nascosto

Ogni individuo possiede un insieme unico di potenzialità, talenti e competenze che, se coltivati, possono portare a realizzazioni straordinarie. Il life coaching umanistico si concentra sull'identificazione e lo sviluppo di queste potenzialità. Non si tratta solo di riconoscere i propri punti di forza, ma anche di capire come utilizzarli al meglio per raggiungere i propri obiettivi.

La scoperta delle proprie potenzialità è un processo di autoesplorazione che richiede tempo e impegno. Il coach supporta il cliente in questo viaggio, fornendo strumenti e strategie per esplorare nuove possibilità, superare gli ostacoli e trasformare i limiti in opportunità di crescita. Questo processo di scoperta e sviluppo delle potenzialità porta a una maggiore autostima e fiducia in sé stessi, elementi cruciali per il benessere e la felicità personale.

Gratificazione Personale Profonda: Oltre il Piacere Fisico

Uno degli aspetti distintivi del life coaching umanistico è l'enfasi sulla gratificazione personale profonda. Questo tipo di gratificazione va oltre il piacere fisico e temporaneo, come mangiare un cibo gustoso o acquistare un nuovo oggetto. Si tratta di un senso di soddisfazione che deriva dal raggiungimento di obiettivi significativi e dal vivere in armonia con i propri valori e ideali.

La gratificazione personale profonda è legata al senso di realizzazione e al riconoscimento del proprio valore intrinseco. È una sensazione di pienezza che nasce dall'aver fatto qualcosa di significativo, dall'aver contribuito positivamente alla propria vita e a quella degli altri. Questa forma di gratificazione è sostenibile nel tempo e porta a una felicità autentica e duratura.

Il Fondamento della Felicità

Nel life coaching umanistico, il raggiungimento della felicità è visto come un processo continuo di crescita e autorealizzazione. La felicità non è un traguardo da raggiungere una volta per tutte, ma una condizione che si costruisce giorno dopo giorno attraverso scelte consapevoli e azioni coerenti con i propri valori e desideri profondi.

La combinazione di energia interiore, potenzialità sviluppate e gratificazione personale profonda crea una base solida per il benessere e la felicità. Quando siamo in grado di connetterci con la nostra energia interiore, di riconoscere e sviluppare le nostre potenzialità, e di cercare una gratificazione che vada oltre il piacere immediato, creiamo le condizioni ideali per una vita piena e soddisfacente.

Per concludere l'energia e le potenzialità sono strumenti potenti nel percorso del life coaching umanistico. Essi permettono di accedere a una gratificazione personale profonda, che è essenziale per il raggiungimento della felicità autentica. Investire nel proprio sviluppo personale e nella comprensione di ciò che ci rende veramente felici non solo arricchisce la nostra vita, ma ci porta anche a vivere con maggiore consapevolezza e pienezza. La felicità è un viaggio continuo, e con la giusta guida e gli strumenti adeguati, possiamo renderlo il più appagante possibile.

Non esiste una ricetta della vita felice, non lasciatevi ingannare da chi ve la vuole vendere. La ricerca della felicità è assolutamente personale e strettamente legata alle potenzialità di ognuno di voi, e il coaching fa appello proprio alla fiducia in voi stessi e al vostro modo, unico, di vivere le vostre relazioni sociali. 

Continuate a seguirmi per ispirazioni di felicità! 

A presto!

Santina

07/04/2024

Artigiani di felicità

L'arte di essere autentici

l arte di essere autentici

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07/04/2024

Artigiani di felicità

L'arte di essere autentici

L'Arte di ESSERE AUTENTICI

Cari lettori,

Benvenuti in questo meraviglioso mese di aprile, un periodo che porta con sé la promessa di nuovi inizi di crescita personale. Oggi vorrei invitarvi a riflettere su un concetto fondamentale per il nostro benessere interiore: l'espressione autentica di sé stessi.

Nella frenesia della vita moderna, è facile perdersi tra le aspettative degli altri, i loro giudizi, le norme sociali e le pressioni esterne. Tuttavia, ciò che veramente ci rende felici è la capacità di abbracciare la nostra autenticità e di mostrarla al mondo senza paura.

Immaginatevi come un abile artigiano che crea il suo lavoro con passione e maestria. Il suo lavoro è un'espressione del suo io più profondo. Così anche noi, nella nostra esistenza, siamo chiamati a “imparare” la nostra felicità con la stessa cura e dedizione.

Ma cosa significa veramente essere autentici? Significa avere il coraggio di mostrare al mondo chi siamo veramente, senza maschere o filtri. Oggi poi…con tutti i filtri che abbiamo, forse è ancora più difficile che un tempo!!!

Significa abbracciare la nostra unicità e le nostre imperfezioni con gratitudine e accettazione. Significa vivere secondo i nostri valori più profondi, anche quando ciò significa essere in disaccordo con gli altri. Ma, cavolo, non possiamo piacere a tutti…e menomale!!!

L'arte di essere veramente sé stessi non è un compito facile. Richiede coraggio, tanto, consapevolezza e un profondo viaggio interiore. Significa esplorare i nostri valori, i nostri desideri più profondi e le nostre passioni più autentiche. Cercando il SENSO E IL SIGNIFICATO delle cose che facciamo, di tutte le cose che facciamo.

Quando ci permettiamo di essere autentici, ci apriamo a un mondo di possibilità. Le relazioni diventano più genuine, poiché ci connettiamo con gli altri sulla base della verità e della sincerità. Le sfide della vita diventano più gestibili, poiché ci avviciniamo ad esse con la forza interiore che solo l'autenticità può portare.

Ma come possiamo coltivare questa autenticità nella nostra vita quotidiana? Sempre con il DDF, considerando che nessuno regala niente! Ricordi?... DATTI DA FARE!!!

1)Innanzitutto, dobbiamo imparare a conoscerci veramente. Solo quando comprendiamo chi siamo veramente possiamo sperare di esprimerlo al mondo. Abbi coraggio e guarda in faccia anche le tue ombre… Rispondi a questa domanda, e scrivi, non a mente:

A COSA VUOI DARE PRIORITÀ NELLA TUA VITA? Semplificare la nostra vita non vuol dire sprofondare nella pigrizia, ma proprio il contrario, sbarazzarci delle cose superflue, delle mille cose secondarie che ci fanno perdere solo tempo, significa RIPRENDERCI IL TEMPO PER OCCUPARCI DELLE COSE SERIE,  e smetterla di raccontarci le “storie dell’orso” per non agire.

2)In secondo luogo, dobbiamo praticare il perdono, sia verso noi stessi che verso gli altri. L'autenticità non significa perfezione; significa accettare le nostre imperfezioni e quelle degli altri con compassione e gentilezza. Ora rispondi a quest’altra domanda:

PENSANDO AD UNA DISCUSSIONE OPPURE AD UN PROBLEMA CHE STAI AFFRONTANDO, QUAL È LA RISPOSTA DIVERSA CHE POTRESTI DARE? Io spesso parlo con la televisione mentre guardo un film, con le lamentele giustificate di mio marito, e mi rendo conto di quanto sia semplice capire cosa dovrebbe fare o non fare il protagonista per tirarsi fuori dai guai…eccola la diversa prospettiva… da fuori lo sguardo è diverso, mentre quando siamo coinvolti in una particolare situazione SEMBRA che la visuale di restringa…APRILA, è solo la tua visuale che sì è ristretta non la prospettiva!!!

3)Infine, dobbiamo trovare il coraggio di vivere secondo i nostri valori, anche quando ciò significa essere in disaccordo con la massa. Questo non è sempre facile, ma è essenziale per il nostro benessere emotivo e spirituale. Rispondi all’ultima domanda:

NON È TEMPO DI SMETTERE DI PAGARE PER LE TUE PAURE? Rinunciare ad una scelta o non fare un passo avanti per paura di fallire, può diventare molto, ma molto più pericoloso che il fallimento stesso. Fai un bilancio: in entrata la FELICITÀ E IN USCITA LE PAURE… se le paure sono di più, hai bisogno di me, perché hai bisogno di allenare le tue potenzialità distintive per vincere la paura che ti blocca! E perchè, come in economia, se le uscite sono di più delle entrate via in bancarotta!!! 

Come artigiani della nostra felicità, siamo chiamati a riscoprire e valorizzare SEMPRE la nostra anima con l'autenticità e la sincerità. Solo attraverso la vera espressione di sé stessi possiamo sperare di raggiungere una felicità duratura e significativa.

Vi invito, quindi, a riflettere su questa idea mentre trascorre aprile. Che questo mese sia un'opportunità per abbracciare la vostra autenticità più pienamente e per vivere la vostra vita con coraggio e passione.

CIAO

Santina

 

 

10/03/2024

Giorni che contano

I primi 1000 giorni

i primi 1000 giorni

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10/03/2024

Giorni che contano

I primi 1000 giorni

I Primi 1000 Giorni: Fondamentali per la Vita di un Bambino e della Nuova Famiglia

Nella filosofia Montessori, i primi 1000 giorni di vita di un bambino sono considerati fondamentali non solo per lo sviluppo individuale del piccolo, ma anche per la creazione di una solida base familiare. Questo periodo critico, che inizia dalla concezione e si estende fino ai due anni di età, è un momento di crescita e trasformazione tanto per il bambino quanto per i genitori.

Maria Montessori sottolineava l'importanza di rispettare i bisogni e i ritmi naturali dei bambini, e questo concetto è particolarmente rilevante nei primi 1000 giorni di vita. Durante questo periodo, il bambino attraversa una rapida serie di sviluppi fisici, emotivi e cognitivi, ed è essenziale fornire un ambiente che supporti e incoraggi questi processi.

Uno degli elementi chiave della filosofia Montessori è la creazione di un ambiente preparato, che sia sicuro, stimolante e adatto alle esigenze del bambino. Questo concetto si applica anche alla nuova famiglia che si sta formando attorno al neonato. I genitori devono essere consapevoli del loro ruolo nell'ambiente del bambino e impegnarsi a fornire un sostegno amoroso e rispettoso.

Durante i primi 1000 giorni, i genitori hanno l'opportunità di costruire un legame profondo con il loro bambino. Attraverso il contatto fisico, lo sguardo amorevole e la comunicazione empatica, i genitori possono instaurare una relazione di fiducia e sicurezza che sarà fondamentale per lo sviluppo emotivo del bambino.

Inoltre, i primi 1000 giorni rappresentano un'opportunità per i genitori di educarsi e prepararsi al loro nuovo ruolo. Attraverso la lettura, la partecipazione a gruppi di supporto e l'interazione con altri genitori, è possibile acquisire conoscenze e competenze che renderanno più gratificante e soddisfacente l'esperienza di genitorialità.

La filosofia Montessori incoraggia anche l'indipendenza e l'autonomia fin dalla più tenera età. Durante i primi 1000 giorni, i genitori possono promuovere lo sviluppo di queste qualità offrendo al bambino opportunità di esplorazione e di sperimentazione in un ambiente sicuro e strutturato.

Un altro aspetto importante dei primi 1000 giorni è l'alimentazione. Durante questo periodo cruciale, è essenziale fornire al bambino una dieta equilibrata e nutriente che supporti la sua crescita e sviluppo. I genitori possono anche utilizzare questo momento per instaurare sane abitudini alimentari che dureranno per tutta la vita del bambino.

Infine, i primi 1000 giorni sono un momento prezioso per creare ricordi e tradizioni familiari. Attraverso la condivisione di momenti speciali, come le prime parole, i primi passi e i compleanni, i genitori possono creare un legame duraturo con il loro bambino e costruire un patrimonio di esperienze e ricordi che dureranno per sempre.

In conclusione, i primi 1000 giorni di vita di un bambino sono un periodo straordinario di crescita e trasformazione, sia per il bambino stesso che per la nuova famiglia che si sta formando attorno a lui. Seguendo i principi della filosofia Montessori e rispettando i bisogni e i ritmi naturali del bambino, i genitori possono creare un ambiente amorevole e stimolante che favorirà lo sviluppo ottimale del bambino e il benessere della famiglia nel suo insieme.

05/02/2024

Le domande degli occhi

Lo sguardo incantato

lo sguardo incantato

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05/02/2024

Le domande degli occhi

Lo sguardo incantato

Lo sguardo incantato: decifrare le domande degli occhi dei bambini.

Nei primi anni di vita gli occhi dei bambini diventano finsestre aperte sulle meraviglie del mondo che li circonda. Esplorare il linguaggio silenzioso di questi piccole persone significa rispondere ai loro bisogni in modo amorevole e delicato. 

Gli occhi dei bambini piccoli diventano il canale principale di comunicazione e spesso dietro uno sguardo attento si celano domande che vanno al di là delle parole, È compito nostro, come adulti, genitori ed educatori sintonizzarsi su questa forma di comunicazione che divanta una danza senza parole in cui gli occhi dei bambini ci narrano una storia piena di curiosità, desideri e bisogni. 

La chiave per interpretare con successo le domande degli occhi dei bambini è l'osservazione attenta e la sensibilità nei confronti delle loro esigenze. Uno sguardo triste potrebbe rivelare una richiesta di coccole e di conforto, mentre uno sgurado curioso può essere la manifestazione di una mente assetata di conoscenza. Il segreto che deve diventare la nostra scoperta è ascoltare con gli occhi invece che con le orecchie, capire con il cuore e rispondere con amore. 

Spesso, la risposta ad un bisogno espresso atraverso lo sguardo non richiede parole complesse, ma gesti, amorevoli e attenzione genuina. Un sorriso caldo, un abbraccio delicato o una carezza leggera possono essere risposte potenti a domande che solo gli occhi dei bambini sanno formulare. La connessione tra adulto e bambino si rafforza attraverso questa comunicazione silenziosa, creando un legame profondo e duraturo. 

Cerchiamo d'immergerci nel mondo dei bambini senza pensare di sapere già tutto, cercando d'imparare a decifrare i loro sguradi e a rispondere con amore e comprensione. Ogni sguardo è un invito a entrare nel loro universo e a rispondere alle domande nascoste dietro ai loro occhi pieni d'innocenza e meraviglia. 

 

05/02/2024

Artigiani di felicità

L'arte della gestione del tempo

l arte della gestione del tempo

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05/02/2024

Artigiani di felicità

L'arte della gestione del tempo

L'arte della gestione del tempo: il ruolo cruciale della consapevolezza

Viviamo in un mondo frenetico, ma nella frenesia quotidiana, c'è un'arte sottile che gli artigiani di felicità padroneggiano: la gestione del tempo consapevole. Nella corsa contro il tempo la consapevolezza diventa la chiave per sbloccare una vita più appagante. 

Introduzione alla consapevolezza

Nel vita di tutti i giorni, il tempo scorre veloce, molto veloce. Sappiamo, tutti, che la consapevolezza è il telaio che tiene insieme ogni istante della nostra vita e riuscire a prendersi il tempo per essere consapevoli di ciò che stiamo facendo in ogni momento diventa la base per un gestione della nostra esistenza più efficacie. 

Sculture di priorità

Come scolpire una statua pregiata, la consapevolezza ci aiuta a definire le nostre priorità. Come artigiani di felicità mettiamo in primo piano quello che è veramente importante, così da avere, o meglio da trovare il tempo per le nostre passioni, relazioni, benessere personale e crescita. Con la consapevolezza amica, ogni scelta di tempo, e di come usarlo, diventa uno scultura che dà forma alla nostra felicità. 

Tecniche di lavorazione del tempo

Nell'officina della vita, le tecniche di lavorazione del tempo diventano gli strumenti essenziali: 

  • la meditazione
  • la pianificazione strategica
  • e il riconoscimento dei momenti di flusso, ossia di particolare trasporto e attenzione,

sono gli scalpelli di noi artigiani di felicità. La consapevolezza infatti ci guida nel taglio preciso che vogliamo dare alla nostra gestione evitando gli sprechi cercando di dare un ritmo di vita più equilibrato. 

Il rispetto per l'unicità del tempo

Ogni istante è unico, come un'opera d'arte irripetibil. È necessario abbracciare anche qui la consapevolezza evitando il tranello della procrestinazione e struttando ogni momento. Solo la consapevolezza ci permette di appressare il presente, senza farci prigionieri del passato o ansiosi per il futuro. 

UN CAPOLAVORO CHIAMATO VITA

Imparare la gestione del tempo diventa vitale per scolpire il nostro capolavoro, chiamato vita. La consapevolezza è la guida che ci permette di modellare ogni giorno la nostra opera unica, irripetibile e piena di significato e sentimento. Praticando la consapevolezza affiniamo le nostre abilità e diventiamo, mano a mano, maestri dell'arte di vivere felici. 

NON DIMENTICARTI MAI CHE LA FELICITÀ S'IMPARA!!!

 

 

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