
Ti capita mai di sentirti come un’equilibrista su un filo sottile, sospesa nel vuoto senza rete di protezione?
Cammini cercando di tenere tutto insieme:
i figli,
il lavoro,
la casa che improvvisamente sembra troppo grande o troppo vuota,
i conti che devono tornare.
E mentre fai attenzione a non cadere, una voce dentro di te continua a ripetere:
“Hai fallito.
Hai rotto la famiglia.
È colpa tua.”
Se stai leggendo queste righe, so che conosci bene quella voce.
È una nebbia silenziosa che accompagna molte donne dopo una separazione.
Soprattutto le madri.
La società ci chiama famiglie monoparentali.
Le statistiche dicono che siamo sempre di più e che corriamo il doppio degli altri.
Ma dietro i numeri c’è altro:
c’è il cuore che trema,
c’è la paura del giudizio dei figli,
c’è la fatica fisica ed emotiva di dover essere madre e padre insieme.
Voglio dirti una cosa con chiarezza, senza girarci intorno:
quello che stai vivendo non è una debolezza.
La psicologia lo spiega bene:
la separazione non è solo un atto burocratico, è un vero e proprio lutto.
È la perdita di un progetto di vita.
È il crollo di un “noi” che avevi immaginato stabile.
E come ogni lutto, ha bisogno di tempo per essere attraversato.
Il problema non è la separazione in sé.
Il problema nasce quando restiamo bloccate nel senso di colpa o nella resistenza, cercando di rimediare a tutti i costi.
Molte mamme separate cercano inconsapevolmente di “farsi perdonare”.
Come?
Diventando madri perfette.
Correndo di più.
Riempendo ogni vuoto.
Sacrificandosi ancora.
Ma questo meccanismo ha un prezzo altissimo.
Il risultato, spesso, è il burnout:
stanchezza cronica,
assenza di gioia,
sensazione di svuotamento.
Ci raccontiamo che lo facciamo per il bene dei figli.
Ma la verità è più scomoda:
nessun bambino può stare bene se la sua mamma è spenta.
E se la separazione non fosse un errore da cancellare,
ma un dato di realtà da cui ripartire?
Nel mio lavoro di Family Coach Montessori, applico il Metodo Montessori anche agli adulti.
Maria Montessori ci ha lasciato un insegnamento potentissimo:
L’errore non è un fallimento morale.
È un alleato.
Lei lo chiamava “Il Signor Errore”.
Un amico che ci indica che quella strada non funzionava più e che è tempo di calibrarne una nuova.
Non si tratta di colpevolizzarsi.
Si tratta di assumersi una responsabilità creativa.
Un ambiente che alleggerisce invece di appesantire.
Un ordine esterno che aiuta a fare ordine dentro.
Questo è uno dei pilastri del Metodo Montessori:
l’ambiente non è neutro, educa.
Vale per i bambini.
E vale anche per noi adulti.
Qui voglio essere molto chiara.
La felicità non è qualcosa che capita ad alcune e ad altre no.
Non è una dote innata.
Non è un premio per chi ha fatto tutto “bene”.
La felicità è una competenza.
Un muscolo che si può allenare.
Anche — e soprattutto — quando la vita cambia forma.
Non devi inventarti una nuova versione di te.
Devi solo ricordarti chi sei, togliendo la polvere della stanchezza e della paura.
Se stai vivendo una separazione e senti addosso un senso di colpa che non ti lascia tregua, sappi questo:
non sei sola.
Per aiutarti a fare il primo passo fuori dalla nebbia, ho scritto una guida pratica e concreta, pensata proprio per mamme che stanno ricominciando.
Si intitola:
Dentro troverai strumenti utilizzabili subito, non teoria astratta:
Come usare l’Osservazione Silenziosa per spegnere i sensi di colpa.
Come organizzare la casa “alla Montessori” per dimezzare la fatica quotidiana.
Una bussola pratica sui diritti economici, perché anche la sicurezza materiale fa parte della serenità.
Non voglio che questa guida sia solo un altro file dimenticato sul computer.
Voglio che sia l’inizio di un dialogo.
Per questo ho scelto di non mettere un link automatico.
�� Scrivimi su WhatsApp al 338 717 9684
Scrivimi semplicemente:
“Ciao Santina, vorrei la guida Equilibriste”
Te la invierò personalmente e, se vorrai, sarò felice di sapere cosa ti ha smosso.
Non aspettare di sentirti pronta o perfetta.
Il momento giusto per ricominciare è adesso.
Ti aspetto,
Santina ��