
(Rubrica: Il Corpo Parla – di Elena Cherubini in collaborazione con me)
Vi presento Elena: è una mia cara e stimata collega coach, riflessologa, fisioteraprista ed esperta di medicina cinese. Con la sua professionalità, competenza, e profonda conoscenza del corpo umano e delle emozioni, ci accompagna nella conquista di una consapevolezza concreta, che si fa strumento quotidiano per una vita in salute e felice.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità”.
Una definizione che dovrebbe farci riflettere: non basta che il corpo “funzioni” per dire di stare bene.
La salute non è solo assenza di dolore o di sintomi, ma equilibrio tra corpo, mente e relazioni.
Il nostro corpo ci parla continuamente.
Lo fa con la sua voce antica e precisa: quella dei segnali, delle tensioni, delle stanchezze, dei piccoli dolori, delle emozioni trattenute.
Ogni giorno ci manda messaggi che provano a dirci dove stiamo andando fuori rotta, o dove ci stiamo trascurando.
Il problema è che non ci hanno mai insegnato a capirne la lingua.
Ti sarà capitato, da bambino, di avere mal di pancia prima di andare a scuola.
Ti avranno chiesto: “Quanto cioccolato hai mangiato?”.
Ma, spesso, non era il cioccolato.
Era paura. Bisogno di sicurezza, di protezione, di restare un po’ nel nido caldo della casa.
Il corpo è il nostro primo linguaggio, ma da adulti lo trattiamo come un mezzo: lo forziamo, lo giudichiamo, lo spingiamo sempre “oltre”.
Eppure lui non mente mai: quando parla, è perché ha bisogno di essere ascoltato.
Ascoltare il corpo significa fermarsi, respirare e riconoscere la sua presenza.
Significa accorgersi che siamo vivi e che ogni respiro, ogni battito, è un messaggio di cooperazione tra corpo e mente.
Un piccolo esercizio quotidiano può essere già un inizio:
Concediti 5 minuti al giorno solo per te.
Siediti comoda, o resta in piedi con i piedi ben radicati a terra.
Respira.
Senti l’aria che entra e che esce.
Riconosci il movimento dei muscoli, del diaframma, del petto.
È nel momento in cui riconosci che esisti che il corpo inizia a parlarti.
E se lo ascolti davvero, inizia anche a raccontarti come stai: fisicamente, emotivamente, spiritualmente.
Perché ogni volta che avvertiamo una sofferenza fisica, possiamo essere certi che c’è anche una sofferenza emotiva o mentale che chiede spazio.
C’è una parte di noi — una potenzialità, come direbbe il coaching umanistico — che non stiamo allenando o che stiamo sovraccaricando.
Nel mio lavoro di fisioterapista ho incontrato molte persone che, pur provando dolore, continuavano a ignorare i segnali del corpo.
“Devo finire quel progetto”, “Devo occuparmi dei miei figli”, “Non posso fermarmi ora”.
E così, giorno dopo giorno, la stanchezza diventava abitudine.
Ma trascurarsi è un modo di dimenticare di esistere.
Prendersi cura di sé, invece, significa riconoscere il valore del corpo come alleato e non come strumento.
È attraverso il corpo che viviamo, amiamo, lavoriamo, abbracciamo, creiamo.
È lui che ci porta nel mondo e che ci avvisa quando qualcosa dentro o intorno a noi non è più in equilibrio.
Grazie alla collaborazione con Santina ho imparato che le potenzialità sono 24, 24 risorse che ciascuno di noi possiede per orientare la propria vita in modo consapevole, equilibrato e felice.
Allenarle significa imparare a conoscersi, a capire quali parti di noi stiamo trascurando e come riportare armonia tra corpo, mente e spirito.
Non basta un corpo sano per essere felici.
Non basta una mente lucida.
Non bastano relazioni positive.
Serve equilibrio tra tutte e tre.
Serve presenza.
Serve consapevolezza.
E serve ascolto.
Perché i segnali del corpo hanno sempre un unico scopo: ricordarci come vivere meglio, con più autenticità, salute e felicità.
�� Felici s’Impara, anche imparando a stare in ascolto di sé — con il corpo, con il cuore e con la vita.
Elena Cherubini e Santina Bossini